Enrico Berlinguer nel centenario della nascita

  • Atessa Comizio Enrico Berlinguer 1982 1
  • Atessa Comizio Enrico Berlinguer 1982 3
  • Avezzano presidenza Assemblea in piazza da sn Sandirocco Tatò Berlinguer Trivelli Santilli  Di Giovanni  I cittadini domandano i comunisti rispondono  18 05 1976 1
  • Berlinguer Capolista in Abruzzo Elezioni Politiche 1972 Bussi 3
  • Berlinguer Giulianova
  • Berlinguer Pescara
  • Berlinguer Sulmona
  • Berlinguer a Pescara Manifestazione elezioni 07 05 1972 1
  • Berlinguer a Pescara Manifestazione elezioni 07 05 1972 3
  • Berlinguer con Henzi Alleg redattore de Umanitè PCF Avezzano 18 05 1976
  • Sulmona  Comizio Enrico Berlinguer da sn Sandirocco  a ds Santilli  1982

In ricordo di Francesco Nardinocchi

Da alcuni giorni Francesco Nardinocchi, lo straordinario dirigente della sinistra rosetana ed abruzzese, non  è più con noi.  Ci ha lasciato a poche settimane dal suo ottantanovesimo compleanno. Si è trattato di un epilogo durissimo e terribile: era ricoverato in ospedale quando è deceduto suo figlio Marco e Francesco non ha potuto nemmeno partecipare al suo funerale. Ma si era informato e non fatto mancare il suo ringraziamento a tutti coloro che erano stati presenti.

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L’Abruzzo: l’internamento fascista e la memoria

Nel corso della II guerra mondiale, in Abruzzo saranno ben 16 i campi attivati ed oltre 60 le località d’internamento. Alcune migliaia di persone: ebrei italiani e stranieri, sudditi nemici, rom, apolidi e antifascisti vennero relegati nella regione.

Per alcuni ebrei stranieri, il periodo dell’internamento in Abruzzo rappresentò quasi un “rifugio precario” dalle persecuzioni naziste. Come sappiamo, dopo l’8 settembre, per molti di essi fu invece una delle prime tappe verso i Lager.

Il regime fascista utilizzò l’internamento civile per colpire le persone “indesiderabili” e coloro che erano ritenute “pericolose e sospette sotto il punto di vista militare e politico”.
Il primo giugno del 1940 il Ministero dell’interno, che ne gestiva l’applicazione, impartì ai prefetti l’ordine che “Appena dichiarato lo stato di guerra dovranno essere arrestate e tradotte in carcere le persone pericolosissime sia italiane che straniere di qualsiasi razza, capaci di turbare l’ordine pubblico aut commettere sabotaggi o attentati nonché le persone italiane aut straniere segnalate dai centri di controspionaggio per l’immediato internamento”.
Alcuni giorni dopo l’entrata in guerra (10 giugno 1940), iniziarono i primi arresti e la traduzione nei campi e nelle località di internamento.

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