Lo storico teramano Luigi Ponziani ha scritto un nuovo libro che rivisita un passaggio cruciale della storia abruzzese, la stagione rivoluzionaria di fine Settecento. I mesi drammatici e contraddittori, tra l’inverno 1798 e l’estate 1799, quando al seguito delle armate francesi nascono le nuove istituzioni repubblicane, ispirate ai valori della Rivoluzione Francese. Contemporaneamente l’esercito borbonico viene sbaragliato e il re fugge lanciando un appello al popolo abruzzese per spingerlo alla mobilitazione contro gli invasori.

Tutte queste turbinose vicende vengono rilette da Ponziani nel volume Il Filosofo e il Monsignore. Magistrature repubblicane e Diocesi aprutina nella crisi rivoluzionaria di fine Settecento che si basa in gran parte su un carteggio inedito riguardante i fatti avvenuti a Teramo e nella provincia. In particolare l’attenzione si concentra sul conflitto che contrappone il riformatore illuminista Melchiorre Delfico al vescovo teramano Luigi Maria Pirelli, punto di riferimento del partito realista e ultra-conservatore.

La presentazione del libro, fissata per il prossimo 14 novembre alle 17.30 nella Sala Berlinguer, è promossa dalla Fondazione Abruzzo Riforme e dalla Fondazione Luciano Russi che già in altre occasioni hanno collaborato per l’organizzazione di eventi legati a problematiche centrali nel dibattito storico-politico. E per approfondire i contenuti del testo l’Autore dialogherà con Fabrizio Masciangioli, vice-presidente della Fondazione Russi.

Seppur lontane nel tempo, le vicende del biennio rivoluzionario mantengono una loro attualità perché segnano la fine del vecchio mondo feudale e il travagliato inizio di una nuova stagione storico-politica. Basti pensare al tema centrale che emerge dall’inedito carteggio, la ridefinizione del rapporto tra il potere dell’autorità clericale e quello delle municipalità repubblicane che rivendicano la loro autonomia rispetto ai privilegi della chiesa.